La Costituzione della Repubblica italiana (01.01.48)


La Costituzione della Repubblica italiana
.

La legge fondamentale della Repubblica è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

In particolare, oltre all’affermazione all’art. 1, tra i principi fondamentali, che “l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” e all’art. 4 per il quale “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, nella parte I “diritti e doveri dei cittadini”, capo III “rapporti economici” si richiamano gli articoli di riferimento sul lavoro: la tutela del lavoro in tutte le forme e applicazioni, la formazione e l’elevazione professionale, oltre che la libertà di emigrazione e la connessa tutela del lavoro italiano all’estero (art. 35); il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, la durata massima della giornata di lavoro stabilita per legge e il diritto al riposo (art. 36); i diritti della donna lavoratrice e il minimo di età per il lavoro salariato (art. 37); il diritto all’assistenza e alla sicurezza sociale (art. 38); la libertà sindacale (art. 39); il diritto di sciopero (art. 40); la libertà dell’iniziativa economica privata da non svolgersi “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art. 41); il diritto dei lavoratori “a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

Nel Titolo V della Costituzione, riformato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001,  con riferimento alla materia lavoristica, si afferma che lo Stato ha legislazione esclusiva nella materia dell’ordinamento civile (art. 117, co. 2, lett. l), mentre la tutela e sicurezza del lavoro è materia di legislazione concorrente tra lo Stato e le Regioni (art. 117, co. 3).


Siti esterni richiamati: Quirinale e Parlamento.

 

Parole chiave: ,