Start-up innovative: disciplina di legge (18.10.12)


Disciplina della start-up innovative
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Agli articoli 25-32 del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179 convertito con la legge 17 dicembre 2012, n. 221 (cd. Decreto Sviluppo bis) sono disciplinate le finalità, la definizione e la pubblicità delle start-up innovative,  ossia “la  società  di  capitali,costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73  del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  le cui azioni o quote rappresentative  del  capitale  sociale  non  sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale  di negoziazione”.

La start up innovativa deve posseder i seguenti requisiti:

“a) i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e per i successivi ventiquattro mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di  voto nell’assemblea ordinaria dei soci;

b) e’ costituita e  svolge  attivita’  d’impresa  da  non  piu’  di quarantotto mesi;

c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;

d)  a  partire  dal  secondo  anno  di  attivita’  della   start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua,  cosi’  come risultante  dall’ultimo  bilancio  approvato  entro  sei  mesi  dalla chiusura dell’esercizio, non e’ superiore a 5 milioni di euro;

e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;

f) ha, quale oggetto sociale ((esclusivo o prevalente, lo sviluppo,)) la produzione e  la  commercializzazione  di  prodotti  o  servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

g) non e’ stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della  produzione della start-up innovativa. Dal computo per  le  spese  in  ricerca  e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di  beni immobili. [...];

2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi  titolo,  in percentuale  uguale  o  superiore  al  terzo   della   forza   lavoro complessiva, di personale in  possesso  di  titolo  di  dottorato  di ricerca  o  che  sta  svolgendo  un  dottorato  di   ricerca   presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di  laurea  e che  abbia  svolto,  da  almeno  tre  anni,  attività   di   ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in  Italia o all’estero;

3) sia titolare o  depositaria  o  licenziataria  di  almeno  una privativa  industriale  relativa  a   una   invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varieta’ vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale  e all’attivita’ di impresa”.

Sito esterno richiamato: Direzione Provinciale del lavoro di Modena.

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