Una nuova strategia per il mercato unico (09.05.10)


Una nuova strategia per il mercato unico del 9 maggio 2010
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Si tratta del cd. Rapporto redatto da Mario Monti su incarico della Commissione europea, volto a delineare “le sfide che deve affrontare oggi un’iniziativa volta al rilancio del mercato unico e delinea una strategia globale che ne renda possibile la riuscita politica e la sostenibilità economica e sociale“.

Nella relazione, di 118 pagine e suddivisa in 5 capitoli, vengono delineate le raccomandazioni volte, con riferimento al lavoro, a garantire la mobilità geografica dei lavoratori nel mercato unico e, con riguardo ai diritti sociali, si prevedono le seguenti raccomandazioni: il coordinamento dei regimi previdenziali per le persone estremamente mobili, in modo particolare i ricercatori; l’introduzione di un 28° regime dei diritti a pensione complementare per i lavoratori transfrontalieri; l’estensione del riconoscimento automatico delle qualifiche; il miglioramento della trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze; il potenziamento del sistema EURES co in una vera e propria piattaforma di collocamento nel mercato unico (pag. 65).

Inoltre, con riguardo alla questioni riguardanti il distacco transnazionale della manodopera, viene dato spazio al problema della conciliazione delle libertà economiche del mercato unico con i diritti dei lavoratori, a seguito delle pronunce della Corte di Giustizia (Viking, Laval, Ruffert, Commissione c. Lussemburgo); in particolare, tra le proposte individuate con riguardo a questo ultimo tema, vi è il chiarimento circa “l’attuazione della direttiva sul distacco  dei lavoratori e consolidare la diffusione di informazioni sui diritti e gli obblighi dei lavoratori e delle imprese, la cooperazione amministrativa e le sanzioni nel quadro della libera circolazione delle persone  e della prestazione transfrontaliera di servizi; e “se vengono adottate misure per chiarire l’interpretazione e l’applicazione della direttiva sul distacco dei lavoratori, introdurre una disposizione che garantisca il diritto di sciopero sul modello dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2679/98 del Consiglio e un meccanismo per la composizione informale delle vertenze di lavoro relative all’applicazione della direttiva” (pag. 77).

Siti esterni richiamati: Commissione europea e EUR-Lex L’accesso al diritto dell’Unione europea. 

 

 

 

 

 

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