Sentenza del Tribunale di Trento sulla somministrazione di lavoro (22.11.11)


Sentenza del Tribunale di Trento del 22 novembre 2011
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Il giudice del lavoro di Trento, in una controversia riguardante la richiesta da parte di alcuni lavoratori di accertamento e dichiarazione della violazione dei requisiti e dei presupposti di legittimità di un contratto di subappalto ai sensi dell’art. 1655 c.c. e dell’art. 29 del d.lgs. n. 276 del 2003, con la conseguente configurazione di un’illecita somministrazione di manodopera, ha accertato che costoro avevano svolto la loro prestazione in esecuzione del subappalto autorizzato dalla società.

Nello specifico, dopo lo svolgimento dell’istruttoria testimoniale, è risultato che da parte della ditta subappaltante è stato esercitato il potere direttivo nei confronti dei lavoratori, con l’assunzione del rischio di impresa: per il giudice “non merita accoglimento la domanda di accertamento della costituzione, ai sensi degli artt. 27 co.3  e  29 co.3bis d.lgs. 276/2003, di un rapporto di lavoro subordinato”.

Dopo un’analisi dei criteri discretivi tra somministrazione di lavoro e appalto alla luce della giurisprudenza, per il giudice è risultata incontestata la mancanza di autorizzazione alla somministrazione ai sensi di legge; ha stabilito che tra le parti è intercorsa una somministrazione di lavoro irregolare, ritenendo fondata la domanda di sussistenza della responsabilità solidale tra committente e sub committente e nominando c.t.u. per la pronuncia definitiva ai fini della “quantificazione dell’ammontare sia della retribuzione maturata da ciascun ricorrente […], sia della retribuzione spettante a ciascun ricorrente […], sia dell’eventuale  differenza tra il maggiore di questi due importi e le somme già percepite dai ricorrenti e risultanti dai prospetti paga”.

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