Ordinanza del Tribunale di Trento su lavoro a tempo parziale e licenziamento (13.03.13)


Ordinanza del Tribunale di Trento del 13 marzo 2013
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Il giudice del lavoro, in una controversia riguardante un licenziamento intimato ad  una lavoratrice a tempo parziale che si era rifiutata di prestare il proprio lavoro a tempo pieno, a seguito dell’ordinanza cautelare collegiale del 16 giugno 2011, ha accertato la non idoneità del motivo soggettivo adotto a giustificare il licenziamento.

In particolare, distinguendo l’atto di ripristino del rapporto di lavoro a tempo pieno rispetto alla sanzione disciplinare del licenziamento, il giudice ha ravvisato l’assenza di alcuna ragione di ordine organizzativo o produttivo alla base del licenziamento, per cui si applica la previsione dell’art. 5, co. 1 del decreto legislativo 61 del 2000 in base al quale “il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento”.

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