Sentenza del Tribunale di Trento sul diritto di opzione nel licenziamento (28.05.13)

Sentenza del Tribunale di Trento del 28 maggio 2013.

Il giudice del lavoro di Trento, in una controversia riguardante l’esercizio del diritto di opzione da parte di un lavoratore, aveva preliminarmente affermato, nella pronuncia non definitiva del 14 febbraio 2013, che il licenziamento intimato, prima dell’entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro (l. 92/12), “se ritenuto di natura collettiva, lo dichiara inefficace per inesatto adempimento dell’obbligo di comunicazione ex art. 4, co. 9 secondo periodo l. 223/1991 (nel testo vigente all’epoca dell’intimazione), se ritenuto di natura individuale, lo dichiara illegittimo per difetto del giustificato motivo oggettivo addotto, sotto il profilo della violazione dell’obbligo di repechage“, ordinando la reintegra e condannando il datore al risarcimento del danno derivato quantificato nella retribuzione maturata dal licenziamento fino a quella dell’effettiva reintegrazione.

In seguito nella pronuncia definitiva del maggio 2013, il giudice, con riferimento al diritto di opzione esercitato dopo l’entrata in vigore della riforma del 2012, ha ritenuto fondata – alla luce del disposto ex art. 18, co. 5 St. Lav. (nel testo novellato dall’art. 1 co. 42, lett. b) L. 28.6.12 n. 92, secondo cui la richiesta di pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegrazione “determina la risoluzione del rapporto di lavoro”), qui applicabile ratione temporis, essendo detta richiesta intervenuta in epoca successiva all’entrata in vigore della novella – la censura relativa al termine finale del periodo di maturazione delle retribuzioni dovute, il quale va individuato nella data del 6.3.2013, giorno in cui detta richiesta è stata formulata”.

Ne deriva, pertanto, che il risarcimento è stato quantificato in considerazioni non delle retribuzioni maturate dalla data di licenziamento fino a quella del pagamento dell’indennità derivante dal diritto di opzione, ma fino alla data in cui il lavoratore ha formulato la richiesta di tale diritto.



Si ringrazia lo Studio Legale Fumai – Trifirò&Partners per la segnalazione e invio dei provvedimenti.

 

 

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