Scheda sugli ammortizzatori sociali in Trentino (04.09.14)

Per la Provincia autonoma di Trento è prevista la competenza in materia di ammortizzatori sociali, frutto del cd. “accordo di Milano” sottoscritto tra Governo e Provincia il 30 novembre 2009.

Infatti, l’iter di approvazione ha avuto un percorso istituzionale-legislativo, all’interno del quale è stata approvata una norma di attuazione in materia di ammortizzatori sociali da parte del Governo attraverso la Commissione dei dodici, organo di raccordo tra le Provincie autonome di Trento e Bolzano e lo Stato.

Nello specifico dei testi legislativi, vi è stata, inizialmente, una norma di coordinamento della finanzia della Regione Trentino – Alto Adige e delle Provincie autonome di Trento e Bolzano, in base alla quale, ai sensi dell’art. C, co. 2 ” sono delegate alle Province autonome di Trento e di Bolzano le funzioni di gestione degli ammortizzatori sociali, ivi compresa la possibilità di avvalersi dell’INPS sulla base di accordi con quest’ultimo. Le predette Province autonome possono regolare la materia sulla base dei principi della legislazione statale, con particolare riguardo ai criteri di accesso, utilizzando risorse aggiuntive del proprio bilancio, senza oneri a carico dello Stato. L’onere  per l’esercizio delle predette funzioni rimane a carico della Provincia secondo quanto previsto  dall’articolo 79, comma 1, lettera c), del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670, come modificato dalla presente legge”.

Tale disposizioni è stata prevista anche nell’art. 2, co. 124 della legge 23 dicembre 2009, n. 191 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010).

In seguito, la Giunta della Provincia ha previsto il 30 aprile 2010 un atto di indirizzo in cui sono state indicate le “Linee guida di intervento in materia di ammortizzatori sociali“; il testo, di 11 pagine, contiene nove paragrafi su: le ragioni della delega; un sistema universalistico, innovativo e responsabile; un sistema di flessibilità e sicurezza, a sostegno dell’efficienza del mercato del lavoro; le prestazioni da garantire, in particolare il reddito di continuità, il reddito unico di attivazione, il reddito di qualificazione e specializzazione a favore dei giovani e il reddito di garanzia, già operante quest’ultimo nel sistema di welfare provinciale; il sistema di condizionalità; la formazione e società della conoscenza; la sussidiarietà; l’organizzazione degli interventi; la sostenibilità finanziaria.

Il 15 luglio 2010 è stato presentato anche un documento del tavolo tecnico dal titolo “diritti e doveri di sicurezza sociale” che “costituisce la base di riferimento per la stesura delle disposizioni attuative della delega in materia di ammortizzatori sociali” qualificati in termini, appunto, di “diritti di sicurezza sociale”.

In data 22 novembre 2012, dopo l’approvazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Commissione dei dodici ha approvato lo schema di norma di attuazione, trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che l’ha approvata il 21 dicembre 2012.

La norma di attuazione è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 78 del 3 aprile 2013, nel decreto legislativo 5 marzo 2013, n. 28 recante il titolo “Norma di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino – Alto Adige concernente disposizioni per l’attuazione della delega in materia di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità, conferita dall’articolo 2, comma 124, della legge 23 dicembre 2009, n. 191″.

A seguito della pubblicazione si sono costituiti gruppi di lavoro all’interno delle parti sociali trentine che si occupano di: 1) reddito di attivazione, relativamente alle misure per i disoccupati; 2) reddito di continuità, relativamente alle misure a sostegno dei lavoratori sospesi per crisi di mercato; 3) sostenibilità finanziaria della delega; 4) contribuzione pensionistica, rispetto ai profili legati al sostegno al reddito.

Il 14 ottobre 2013 è stato siglata l’intesa con cui viene acquisita la delega a livello provinciale tra la Provincia e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. il testo è suddiviso in 5 articoli: gestione delle funzioni in materia di cassa integrazioni guadagni ordinaria (1); gestione delle funzioni in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria e contratti di solidarietà (2); gestione delle funzioni in materia di prestazioni integrative della cassa integrazione guadagni alle indennità di disoccupazione, ASpI e Mini-ASpI, mobilità fondi di solidarietà (3); disciplina dei rapporti operativi tra PAT e INPS (4); organi di coordinamento e durata dell’intesa (5).

Dal punto di vista operativo, nel documento degli interventi di politica del lavoro 2011-2013 è previsto, tra gli interventi di sostegno al reddito, il reddito di qualificazione consistente in una erogazione di un’indennità di sostegno al reddito per l’acquisizione di un titolo di studio da parte di giovani lavoratori fino a 35 anni di età compiuti. In proposito, è stato pubblicato il bando 1/2013 da parte dell’Agenzia del Lavoro: la finalità della misura è “agevolare attraverso l’erogazione di un’integrazione al reddito, i giovani lavoratori che, in accordo con il proprio datore di lavoro, sospendono o riducono l’attività lavorativa al fine di dedicarsi allo studio per l’acquisizione di un titolo di studio del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione o del diploma di laurea”.

Nell’agosto del 2014, con riferimento al reddito di attivazione, è stato raggiunto l’accordo, tramite lo schema di convenzione, tra la Provincia e l’Inps: da parte dell’Istituto di previdenza è prevista l’erogazione ai lavoratori, per conto della Provincia, dei i trattamenti di disoccupazione aggiuntivi previsti dalla normativa provinciale. Il reddito di attivazione è ora disciplinato nell’intervento 24 quater del Documento degli Interventi di politica del lavoro, la cui modifica è in allegato alla delibera n. 1486 del 25 agosto 2014.

 

Siti esterni richiamati: Agenzia Provincia per l’Assistenza e la Previdenza Integrativa, Consiglio della Provincia autonoma di Trento, CGIL del Trentino e Delibere della Giunta Provinciale di Trento.

 

Si ringrazia la dott.ssa Alessandra Rosani dell’Agenzia del Lavoro della Provincia autonoma di Trento per l’invio del materiale.


 

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