Primo quaderno di monitoraggio della riforma del lavoro a cura del Ministero del lavoro (aggiornato alla bibliografia digitale – 12.02.14)


Primo quaderno di monitoraggio della riforma del lavoro
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Si tratta, come afferma la pagina sul sito del Ministero del lavoro, del “Primo Quaderno del Sistema permanente di monitoraggio delle politiche del lavoro, diffuso oggi. La pubblicazione, corredata da un’ampia serie di tabelle sul sito del Ministero, fa il punto sul primo anno di applicazione della Legge n. 92/2012, che ha previsto l’istituzione di un tale Sistema, attuando così le raccomandazioni dell’Unione Europea”.

Come previsto dal testo della legge del 2012, all’art. 1, co. 2-6, “2. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effetti sull’efficienza del mercato del lavoro, sull’occupabilita’ dei cittadini, sulle modalita’ di entrata e di uscita nell’impiego, e’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con le altre istituzioni competenti, un sistema permanente di monitoraggio e valutazione basato su dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e da altri soggetti del Sistema statistico nazionale (Sistan). Al sistema concorrono altresi’ le parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori. 3. Il sistema di cui al comma 2 assicura, con cadenza almeno annuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure, sulle conseguenze in termini microeconomici e macroeconomici, nonche’ sul grado di effettivo conseguimento delle finalita’ di cui al comma 1. Il sistema assicura altresi’ elementi conoscitivi sull’andamento dell’occupazione femminile, rilevando, in particolare, la corrispondenza dei livelli retributivi al principio di parita’ di trattamento. Dagli esiti del monitoraggio e della valutazione di cui ai commi da 2 a 6 sono desunti elementi per l’implementazione ovvero per eventuali correzioni delle misure e degli interventi introdotti dalla presente legge, anche alla luce dell’evoluzione del quadro macroeconomico, degli andamenti produttivi, delle dinamiche del mercato del lavoro e, piu’ in generale, di quelle sociali. 4. Allo scopo di assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendenti della riforma, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e l’ISTAT organizzano delle banche dati informatizzate anonime, rendendole disponibili, a scopo di ricerca scientifica, a gruppi di ricerca collegati a universita’, enti di ricerca o enti che hanno anche finalita’ di ricerca italiani ed esteri. I risultati delle ricerche condotte mediante l’utilizzo delle banche dati sono resi pubblici e comunicati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 5. Le banche dati di cui al comma 4 contengono i dati individuali anonimi, relativi ad eta’, genere, area di residenza, periodi di fruizione degli ammortizzatori sociali con relativa durata ed importi corrisposti, periodi lavorativi e retribuzione spettante, stato di disoccupazione, politiche attive e di attivazione ricevute ed eventuali altre informazioni utili ai fini dell’analisi di impatto e del monitoraggio. 6. L’attuazione delle disposizioni dei commi da 1 a 5 non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica ed e’ effettuata con le risorse finanziarie, umane e strumentali previste a legislazione vigente.”

Bibliografia digitale

T. Boeri, M. Pellizzari, Riforma Fornero: il monitoraggio alla cieca, in www.lavoce.info, 28 gennaio 2014.

P. Ichino, Dal Ministero un rapporto che non risponde alle domande sulla Legge Fornero, in www.pietroichino.it, newsletter n. 281, 27 gennaio 2014.

M. Leonardi, R. Del Punta, Mercato del lavoro, il monitoraggio non basta, in www.lavoce.info, 28 gennaio 2014.

M. Leonardi (intervista a ), Legge Fornero: un primo bilancio, in WorkMagazine, 10 febbraio 2014.

Siti esterni richiamati: Ministero del lavoro e delle politiche socialiPietro Ichino, WorkMagazine e Lavoce.info.


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