Sentenza del Tribunale di Trento sul lavoro a termine (06.12.11)


Sentenza del Tribunale di Trento del 6 dicembre 2011
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Il giudice del lavoro di Trento, in una controversia riguardante, tra le altre cose, la richiesta di accertamento e dichiarazione dell’illegittimità dell’apposizione del termine a una serie di contratti di lavoro a tempo determinato, ha accolto il ricorso dichiarando la nullità della clausola di apposizione del termine e riconoscendo il risarcimento del danno ai sensi dell’art. 32, co. 5 della legge n. 183 del 2010 (cd. Collegato Lavoro).

In particolare, riportando la giurisprudenza di legittimità, che a sua volta richiama la giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema, ha affermato che “l’apposizione di un termine al contratto di lavoro, consentita dal  d.lgs. 368/2001, a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che devono risultare specificate, a pena di inefficacia, in apposito atto scritto, impone al datore di lavoro l’onere di indicare in modo circostanziato e puntuale, al fine di assicurare la trasparenza e la veridicità di tali ragioni, nonché l’immodificabilità delle stesse nel corso del rapporto, le circostanze che contraddistinguono una particolare attività e che rendono conforme alle esigenze del datore di lavoro, nell’ambito di un determinato contesto aziendale, la prestazione a tempo determinato, si da rendere evidente la specifica connessione fra la durata solo temporanea della prestazione e le esigenze produttive ed organizzative che la stessa sia chiamata a realizzare e la utilizzazione del lavoratore assunto esclusivamente nell’ambito della specifica ragione indicata ed in stretto collegamento con la stessa.”.

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