Sentenza del Tribunale di Trento sul lavoro a termine (10.1.13)


Sentenza del Tribunale di Trento del 10 gennaio 2013
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Il giudice del lavoro di Trento, in una controversia riguardante il ricorso di un lavoratore a termine nel settore postale, ha rigettato la domanda di conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato e di condanna dell’azienda datrice alla corresponsione degli importi pretesi a titolo retributivo.

Nel testo della pronuncia, il giudice, soffermandosi anche la giurisprudenza dell’Unione europea (causa Vino, C-20/10) che ha riconosciuto compatibile con il diritto dell’Unione europea la normativa nazionale, ha affermato che “l’art. 2 co. 1bis  d.lgs. 368/ 2001 ha introdotto, per le imprese operanti nel settore postale, un’ipotesi di valida apposizione del termine autonoma rispetto a quelle stabilite dall’art. 1 co. 1 d.lgs. n. 368/2001, richiedendo esclusivamente il rispetto dei limiti temporali, percentuali (sull’organico aziendale) e di comunicazione alle organizzazioni sindacali provinciali e non anche l’indicazione delle ragioni giustificative dell’apposizione del termine; si tratta di una disposizione speciale, introdotta accanto ad altra analoga previsione speciale, con la quale il legislatore si è limitato ad operare una tipizzazione della ricorrenza di esigenze oggettive, secondo una valutazione di tipicità sociale;  ne consegue che per i relativi contratti di lavoro non opera l’onere di indicare sotto il profilo formale, e di rispettare sul piano sostanziale la causale, oggettiva e di natura temporanea, giustificatrice dell’apposizione di un termine al rapporto”.

Sito esterno richiamato: EUR-Lex L’accesso al diritto dell’Unione europea 

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