Ordinanza del Tribunale di Rovereto sul permesso di soggiorno (05.03.12)


Ordinanza del Tribunale di Rovereto del 5 marzo 2012
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Il giudice civile di Rovereto, in una controversia riguardante il ricorso di una cittadina straniera che aveva lamentato il diniego della Questura alla concessione del permesso per soggiornanti di lungo periodo, ha ordinato alla Questura il rilascio di tale permesso.

Nel caso di specie, si è trattato del diniego della Questura al rilascio del permesso per la mancanza della mancanza del requisito di cinque anni di soggiorno nel territorio italiano da parte di una cittadina straniera coniugata con un cittadino straniero il quale aveva, invece, il permesso di soggiorno a tempo indeterminato poiché già soggiornante da cinque anni.

Al riguardo, la fonte europea di riferimento, ossia la direttiva 2003/109/Ce del Consiglio del 25 novembre 2003 relativa allo statuts dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo afferma che “l‘armonizzazione delle condizioni per il conferimento dello status di soggiornante di lungo periodo favorisce la reciproca fiducia fra gli Stati membri. Alcuni rilasciano titoli di soggiorno permanenti o di validità illimitata a condizioni più favorevoli rispetto alla presente direttiva. Il trattato non esclude la possibilità di applicare disposizioni nazionali più favorevoli. È tuttavia opportuno stabilire nella presente direttiva che i titoli rilasciati a condizioni più favorevoli non danno accesso al diritto di soggiorno in altri Stati membri”; e l’art. 13 dichiara, in materia di disposizioni nazionali più favorevoli, che “gli Stati membri possono rilasciare permessi di soggiorno permanenti o di validità illimitata a condizioni più favorevoli rispetto a quelle previste dalla presente direttiva. Tali permessi di soggiorno non conferiscono il diritto di soggiornare negli altri Stati membri ai sensi del capo III della presente direttiva”.

La disposizione nazionale (decreto legislativo del 25 luglio 1998 n. 286, cd. Testo unico sull’immigrazione), dal canto suo, dispone in materia di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, che “lo straniero in possesso, da almeno cinque anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i parametri indicati nell’articolo 29, comma 3, lettera b) e di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall’Azienda unità sanitaria locale competente per territorio, può chiedere al questore il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, per se’ e per i familiari di cui all’articolo 29, comma 1″.

In proposito, per il giudice il dato legislativo è “inequivocabile nello stabilire che il cittadino straniero in possesso dei requisiti di cui al primo comma dell’art. 9 possa richiedere il permesso in questione non solo per sé, ma anche per i familiari sopra indicati e che i requisiti previsti dal più volte citato articolo 9 comma I debbano sussistere in capo al richiedente e non ai suoi familiari”.


Siti esterni richiamati: AltalexCGIL del Trentino e EUR-Lex il diritto dell’Unione europea.

 

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