Ordinanza del Tribunale di Rovereto su licenziamento per giustificato motivo oggettivo (22.10.13)


Ordinanza del Tribunale di Rovereto del 22 ottobre 2013.

Il giudice del lavoro di Rovereto, in una controversia riguardante un licenziamento per giustificato motivo oggettivo comminato dopo l’entrata in vigore della legge 92/12, ha accertato, oltre ad avere escluso la natura dirigenziale del rapporto di lavoro, la manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento andando a stabilire l’effettiva causale di questo ( nello specifico, “a causa di riorganizzazione attività aziendale interna causa riduzione lavoro, ci vediamo costretti a ridurre personale in forza, vendendo a mancare i presupposti per il mantenimento del posto di lavoro per la qualifica da lei ricoperta”).

Per il giudice “al quesito va data risposta negativa, dal momento che – se è vero che le funzioni già svolto dal ricorrente sono state in parte redistribuite tra altri tre dipendenti in precedenza gerarchicamente subordinati allo stesso – è altrettanto vero che la figura di direttore amministrativo non è venuta meno, dal momento che i tre dipendenti in questione devono ora rapportarsi, in luogo che al ricorrente, al signor G. B. Ciò dimostra inequivocabilmente come le funzioni già ricoperte dal M. non siano state soppresse, ma siano state semplicemente affidate ad una diversa persona (che è nel contempo consigliere di amministrazione della società). Le ragioni poste a base del licenziamento sono, dunque, manifestamente insussistenti, con conseguente applicabilità della tutela reintegratoria “affievolita” prevista dal combinato disposto dei commi 4 e 7 dell’art. 18 st.lav. quale modificato dalla cd. Legge Fornero”.

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