Sentenza del Tribunale di Trento sul lavoro a termine (11.06.13) [I]


Sentenza del Tribunale di Trento dell’11 giugno 2013.

Il giudice del lavoro di Trento, in una causa riguardante l’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato, ha dichiarato, da un lato, l’infondatezza “delle eccezioni di nullità delle clausole appositive dei termini finali ai contratti stipulati dalle parti, sollevate dal ricorrente in riferimento a  presunte violazioni del limite di contingentamento ex art. 2 co.1bis d.lgs. 4.9.2001, n. 368 ed alla presunta incompatibilità della disciplina ex art. 2 co.1bis d.lgs. cit. con la clausola 5, punto 1  dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, alla quale la direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28.6.1999 ha dato attuazione”; ma, dall’altro, ha accertato che il  contratto con clausole appositive del termine iniziale al 14.4.2000  e del termine finale al 25.9.2009 deve considerarsi a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 5 co.3, primo periodo d.lgs. 6.9.2001, n. 368, essendo stato stipulato in data 6.4.2009, con conseguente riassunzione del ricorrente in epoca antecedente il 15° giorno dalla scadenza, in data 31.3.2009, del termine finale apposto al precedente contratto a tempo determinato concluso tra le stesse parti”, prevedendo un’indennità risarcitoria pari a tre mensilità ai sensi della legge 183/10 (cd. Collegato lavoro).

 

Parole chiave: ,