Sentenza del Tribunale di Trento sul lavoro a tempo parziale (28.09.11)


Sentenza del Tribunale di Trento del 28 settembre 2011.

Il giudice del lavoro, in una controversia riguardante l’impugnazione del provvedimento di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno senza il consenso del lavoratore nel settore pubblico, ha annullato il provvedimento adottato nei confronti di quest’ultimo.

Nello specifico, nel testo della motivazione, il giudice del lavoro, riprendendo le considerazioni svolte in un caso analogo, dando rilievo al principio di non discriminazione, afferma che la norma nazionale, prevista all’art. 16 della legge n. 183 del 2010 (cd. Collegato lavoro), che attribuisce alle amministrazioni pubbliche il potere di trasformare il rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto di lavoro a tempo pieno, a prescindere dal consenso del lavoratore ma nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, sia in conflitto con la direttiva comunitaria sul lavoro a tempo parziale, oltre che con la Carta dei diritti fondamentali dell’U.e. (art. 15 – libertà professionale e diritto di lavorare), e quindi la norma nazionale vada disapplicata.

In particolare, il giudice afferma che “la trasformazione del rapporto di lavoro da part time a tempo pieno, pertanto, può avvenire solo con il consenso del lavoratore”.

La sentenza è stata riformata dalla Corte di Appello di Trento il 14 giugno 2012.

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